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Fujifilm X Stories



Un viaggio a ritroso nel tempo nell’America degli anni ‘40 e ‘50


Partecipare al Summer Jamboree è come essere catapultati indietro nel tempo nell’America degli anni ’40 e ’50. Un’esperienza unica anche per chi, come me, ci torna per la terza volta. Per l’occasione l’intera città di Senigallia, che si affaccia sulla Costa Adriatica si trasforma in un grande palcoscenico che accoglie turisti provenienti da tutte le parti del mondo, pronti ad immergersi in questa atmosfera fuori dal tempo. Tutti rigorosamente con acconciature e vestiti anni dell’epoca.


Le attività a cui poter partecipare spaziano dai corsi di danza swing e rock‘n‘roll diurni, presenti nelle varie location del festival, ai dance floors mattutini nel rinomato lido Mascalzone e nel neonato lido Hawaiian Beach, fino a quelli serali presso la splendida Rotonda a mare. Quest’anno mi sono recata sulla costa marchigiana in compagnia della mia Fujifilm X-T5, che ho trovato molto più veloce negli scatti e poco più pesante della mia vecchia X-T20.



Le giornate del Jamboree scorrono dunque veloci, tra le spiagge e le piazze della città, tra i corsi di danza swing e rock’n’roll, si cerca di assistere a più eventi possibili.


Nonostante il ballo occupi la gran parte della giornata, non manca il tempo per un giro al mercatino vintage verso la spiaggia, dove si possono trovare dai 33 giri d’epoca, ai fermagli per capelli in stile, alle classiche camice hawaiiane.


Altre attività alle quali non si può assolutamente mancare sono la caratteristica sfilata delle macchine d’epoca americane, lo spettacolo burlesque, e la postazione tattoo in stile anni ’50 con ancore, uccelli, cuori e pin-ups.



Insomma, il Summer Jamboree rappresenta un vero e proprio paradiso per noi street photographer, specialmente per chi come me è attratto dai colori sgargianti e dalle fantasie floreali, oltre che dai mille accessori di cui ogni partecipante al festival è munito: borse, fermagli e acconciature per capelli. Per non menzionare i tanti strati di sottogonna che svolazzano durante i balli, sotto i quali spesso mi piace perdermi a fotografare.


Per catturare le mie scene preferite del festival ho abbinato alla Fujifilm X-T5 l’ottica zoom XF18-55mm,: mi permette di fotografare i soggetti contestualizzandoli e non appiattisce l’immagine diversamente da altre ottiche. Ho mantenuto quasi sempre la focale 18mm, che confermo essere la mia preferita per la street photography, e in generale penso che l’ideale per uno street photographer sia utilizzare al massimo un 24 mm.




Il mio stile fotografico trae la sua ispirazione dal cinema prima che dalla fotografia vera e propria. Il mio approccio come street photographer si basa sul concetto di candid photography. Solamente in una seconda fase instauro un contatto e una relazione con i soggetti fotografati, come in questo contesto, in cui mi sono assicurata che i soggetti incontrati al Summer Jamboree fossero consapevoli degli scatti che stavo “rubando”. Sono spesso attratta da soggetti con espressioni forti, vestiti dai colori vivaci o con acconciature particolari.



Mi piace muovermi nella folla, perché ho la sensazione di passare inosservata, di potermi mimetizzare. 




Parlando del prodotto, X-T5 è tropicalizzata, quindi comodissima anche quando il tempo non è dei migliori. Inoltre, presenta tutta una serie di vantaggi che ho apprezzato molto rispetto alla mia precedente fotocamera. Primo fra tutti è l’aggiunta della rotellina ISO, che rende il cambio degli ISO molto più rapido, anche mentre si scatta. Inoltre, avendola utilizzata anche di notte, con ISO molto bassi, ho potuto notare una maggiore qualità dell’immagine anche scattando ad un ISO pari a 3200. Sempre in condizioni con poca luce, scattando con tempi bassi come i 30 sec., l’immagine rimane ferma e non si sfoca.


Un altro grande vantaggio è la silenziosità dell’otturatore, che per uno street photographer è fondamentale per passare inosservato, insieme alla velocità di scatto, caratteristica molto importante per chi come me non si definisce amante dello scatto continuo. Difatti, lo scatto continuo – a mio avviso – fa perdere il senso del catturare il “right moment”, che è l’essenza della fotografia di strada




In termini ergonomici , ho trovato utilissimo anche il doppio slot per il posizionamento di due SD card, specialmente per chi si ritrova a dover cambiare la card nel bel mezzo di uno shooting fotografico in cui non puoi assolutamente perdere quel momento unico e irripetibile che ti si presenta davanti, come succede spesso negli eventi come quello del Summer Jamboree.


Infine, la durata della batteria permette di scattare per lunghe ore in completa tranquillità, senza l’incubo di rimanere senza carica. Questo è stato un miglioramento notevole rispetto ai modelli più datati come la X-T3 oppure la mia X-T20.










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